Sfide e opportunità AI in Italia

L’avanzamento dell’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando radicalmente il panorama aziendale. In un contesto globale sempre più competitivo, le imprese italiane devono adattarsi, abbracciando l’innovazione. 

Questo articolo si propone di esaminare le sfide e le opportunità dell’AI nel contesto italiano, riprendendo alcuni punti chiave che emergono alla ricerca condotta dall’Osservatorio Artificial Intellig del Politecnico di Milano ed esposta al convegno “AI al centro: novità, applicazioni e regole”. 

Sfide AI da affrontare 

Nonostante il notevole potenziale, l’adozione dell’AI è ancora limitata nei contesti aziendali italiani che vedono prevalentemente la presenza di PMI. Vi sono diverse sfide che ne ostacolano la diffusione: 

  • Mancanza di competenze: è necessario introdurre risorse con una professionalità orientata all’AI.
  • Regolamentazione ed etica: bisogna sviluppare normative per utilizzare responsabilmente e per proteggere la privacy e la sicurezza dei dati. 
  • Timori occupazionali: è necessario investire nella formazione per fornire alle proprie risorse gli strumenti adatti ad utilizzare le AI. 
  • Mancanza di un chiaro caso d’uso: è utile identificare un chiaro obiettivo per introdurre un progetto di l’AI all’interno del proprio business. 

Opportunità di crescita

L’AI porta benefici significativi alle aziende italiane e offre molteplici opportunità per garantire una crescita. L’intelligenza artificiale è vantaggiosa per: 

  • Automatizzare i processi e aumentare la produttività 
  • Sviluppare nuove opportunità di business 
  • Rimanere competitivi sul mercato 
  • Rispondere alle sfide globali 
Carlo Negri, ricercatore senior - Osservatorio AI PoliMi
Carlo Negri, Ricercatore Senior – Osservatorio AI PoliMi

Osservatorio AI, PoliMi: l’AI in Italia 

Conoscenze e opinioni delle imprese italiane sull’AI variano notevolmente a seconda del settore, della dimensione dell’azienda e della loro esperienza con questa tecnologia. 

Tuttavia, negli ultimi due anni gli italiani stanno riconoscendo sempre più il valore e le opportunità dell’intelligenza artificiale come strumento per migliorare l’efficienza operativa e l’ottimizzazione dei prodotti e servizi aziendali. 

Il primo febbraio 2024 l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha tenuto il convegno “AI al centro: novità, applicazioni e regole”, durante il quale sono stati presentati i risultati di ricerca 2023 relativi al mercato dell’intelligenza artificiale in Italia. 

L’analisi di ricerca

Stefano Tubaro, Responsabile Scientifico, ha evidenziato una sostanziale disparità tra grandi aziende e PMI nell’adottare l’AI: il 61% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto di Intelligenza artificiale, rispetto al 18% delle PMI. 

Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio, ha proseguito con l’analisi, evidenziando che il 17% delle grandi imprese e il 2% delle PMI, che hanno introdotto in modo strutturato progetti di GenerativeAI, stanno avendo una accelerazione. Questa crescita accentua il divario rispetto alle aziende italiane che non stanno investendo in questo settore.  
Tra le soluzioni che la GenerativeAI offre, la più diffusa è indubbiamente ChatGPT di OpenAI.  

Interessante lo spaccato delineato da Carlo Negri, Ricercatore Senior, che ha raccontato il punto di vista degli italiani sull’utilizzo di AI: 

  • Il 98% ha sentito parlare di AI e di questi il 67% ne ha una opinione positiva. 
  • Il livello medio-alto di conoscenza è del 29%. 
  • Il livello medio-basso di conoscenza è del 71%. 
  • Il 30% utilizza l’intelligenza artificiale come supporto lavorativo. 
L’AI non è semplicemente un’opportunità. È una necessità per garantire stabilità del paese nel futuro immediato.

Giovanni Miragliotta, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, ha spiegato che attualmente il 50% dei posti di lavoro è già potenzialmente automatizzabile. Da qui ai prossimi dieci anni, le nuove capacità delle macchine potrebbero sostituire il lavoro di 3,8 milioni di persone in Italia.  

Nel 2033: 

  • Ci saranno 21,2 milioni di occupati previsti, -7% rispetto al 2023. 
  • Serviranno 26,8 milioni di occupati per mantenere attivo il sistema previdenziale. 
  • Serviranno necessariamente 5,6 milioni di posti di lavoro equivalenti in più, con un gap di –1,8 milioni di posti di lavoro equivalenti. 

Conclusione

L’intelligenza artificiale è una tecnologia rivoluzionaria con il potenziale di trasformare il mondo del lavoro e della società italiana. È importante che l’Italia si prepari a questa trasformazione investendo in formazione, ricerca e sviluppo e in una governance efficace. Con un approccio proattivo, l’Italia può sfruttare l’intelligenza artificiale per costruire un futuro migliore per tutti. 

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